La nuova edizione della rivista dedicata a tutti gli aspetti del lavaggio e della pulizia industriale dei componenti è ora disponibile!
Alcuni articoli e reportage presenti in questa edizione di ICT mettono al centro la crescente pressione sui PFAS, le sostanze perfluoroalchiliche e polifluoroalchiliche che rappresentano un ampio e diversificato gruppo contenente migliaia di composti chimici con proprietà fisiche e chimiche, profili sanitari e ambientali, usi e vantaggi ampiamente diversificati.
Il 7 febbraio 2023, l'Agenzia europea per le sostanze chimiche (ECHA) ha pubblicato la proposta di restrizione REACH sui PFAS. La motivazione sostanziale è che i PFAS hanno caratteristiche di persistenza nell’ambiente, la quale, tuttavia, non equivale a rappresentare un rischio.
Le autorità che hanno predisposto il dossier hanno indicato due possibili scenari di restrizione. Entrambi prevedono la messa al bando della produzione, l’uso e l’immissione del mercato dei PFAS come sostanze o come costituenti di altre sostanze, in miscela o in articoli al di sopra di determinate concentrazioni.
L’OECD evidenzia e sottolinea come il termine "PFAS" non definisce se un composto è nocivo o meno, ma comunica solo che i composti sotto questo termine condividono determinate caratteristiche chimiche.
Il problema vero è che i PFAS sono impiegati nella fabbricazione di prodotti in quasi tutti i settori industriali, anche di uso quotidiano, consentono ad essi di svolgere ruoli chiave per la società.
Ancora più rilevante è che i PFAS contribuiscono a rendere più sostenibili molti settori industriali: i fluoropolimeri, ad esempio, anch’essi classificati come PFAS ma che soddisfano i criteri OECD per i polimeri a bassa preoccupazione, garantiscono una maggiore durata degli asset, generano una maggiore efficienza, svolgono un ruolo significativo nel raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione e ovviano alla obsolescenza precoce di prodotti e asset.
Quella contro i PFAS dunque non deve essere una crociata nel nome della sostenibilità, ma deve essere una regolamentazione ragionata e chirurgica di materiali critici e attualmente ancora insostituibili in molte applicazioni.
Nel settore del lavaggio i PFAS si trovano nei solventi per lo sgrassaggio e la pulizia di precisione. Alcuni solventi di nuova generazione (alcuni HFO, ad esempio, e gli alcoli modificati) ne sono privi e costituiscono dunque delle soluzioni a prova di futuro e di ambiente.
Un settore che ha già brillantemente superato anni fa la necessità di sostituire molti solventi cancerogeni, e con un alto potenziale di riduzione dell’ozono, si sta già muovendo verso un’ulteriore transizione senza per questo dover sopportare ancora la demonizzazione di una tecnologia.
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