Il processo combina cataforesi e verniciatura a polvere. Gli interventi previsti nel 2026 riguardano il controllo del pretrattamento, lo stoccaggio delle polveri e la pulizia delle attrezzature.
ETA S.p.A., produttore italiano di involucri per applicazioni industriali, prosegue gli investimenti nel ciclo E DUP
(Double Layer Protection), che abbina un primer epossidico applicato per cataforesi a un rivestimento in polvere termoindurente. Il trattamento è utilizzato per proteggere gli involucri in lamiera d’acciaio, comprese superfici interne, bordi e cavità difficilmente accessibili con i sistemi di applicazione convenzionali.
Nello stabilimento di Albavilla, in provincia di Como, i manufatti sono sottoposti a fosfosgrassaggio, risciacqui e passivazione nanotecnologica prima dell’immersione nella vasca di cataforesi. Il primer è depositato mediante cataforesi con uno spessore medio di 15 µm e successivamente polimerizzato in forno. Segue l’applicazione elettrostatica del rivestimento in polvere: nella configurazione standard, con finitura bucciata RAL 7035, lo spessore complessivo del rivestimento sulle superfici esterne è di circa 70 µm. Sono disponibili su richiesta altre colorazioni, finiture e spessori.
Nel corso del 2026, l’azienda ha introdotto ulteriori misure per il controllo del pretrattamento, tra cui l’installazione di lampade nelle ultime vasche di risciacquo per contrastare la proliferazione batterica. Un servizio di analisi dei bagni di lavaggio fornisce inoltre i risultati entro 24 ore dall’invio dei campioni per consentire interventi tempestivi sui parametri di processo.
Secondo quanto dichiarato da ETA, il ciclo E DUP garantisce circa 240 ore di esposizione in nebbia salina secondo ISO 9227, con la possibilità di raggiungere 480, 720 ore e oltre in funzione del materiale di supporto. La scelta del sistema viene adattata alle condizioni di installazione: per le applicazioni esterne è disponibile una finitura poliestere resistente ai raggi UV, mentre negli ambienti più aggressivi vengono valutati cicli e materiali differenti, tra cui lamiera zincata e acciaio inox.
I controlli comprendono la verifica in linea dei parametri di lavorazione e degli spessori, oltre all’esame visivo di tutti i manufatti. Nei siti di Canzo e Albavilla vengono inoltre eseguite prove di adesione, foratura, resistenza all’umidità secondo ISO 6270-1 e corrosione in nebbia salina secondo ISO 9227.
“La protezione anticorrosiva è il risultato di un processo che richiede attenzione e competenze in ogni fase di lavorazione. Per questo continuiamo a investire nelle tecnologie produttive e nella formazione del personale,” ha dichiarato Antonio Turati, Production Manager di ETA S.p.A.
A novembre 2026 è prevista l’introduzione di un magazzino automatico verticale a temperatura controllata per le polveri, finalizzato a migliorarne la conservazione e la tracciabilità delle scadenze. Entro fine anno è inoltre atteso un nuovo impianto di lavaggio per ganci e telai, che affiancherà quello esistente.