Leggi il nuovo numero della rivista dedicata ai trattamenti delle superfici e alle finiture organiche e inorganiche: edizione speciale su PaintExpo 2026!
Non credevo di dover tornare ad utilizzare una parola inflazionata a tal punto da preferirle qualsiasi sinonimo a costo di sacrificare sfumature di significato. Eppure, non posso fare a meno di usare “resiliente” per descrivere il tipo di atteggiamento che l’industria manifatturiera del mondo Occidentale dovrà tenere per non soccombere all’incertezza, all’instabilità e alla crisi energetica che si profila all’orizzonte.
La crisi nello Stretto di Hormuz, dovuta al conflitto Medio Orientale, sta causando deviazioni nei flussi di GNL destinati all’Europa verso l’Asia, per sopperire al mancato approvvigionamento di quest’ultima direttamente dallo Stretto. Il mercato globale vede sfumare le prospettive di riequilibrio e calo dei prezzi previsti per il 2026-2027 dopo il picco del 2022. L’evoluzione futura dipenderà molto da come si concluderà questo conflitto e dalla futura stabilità dello Stretto. Per il momento, i Paesi del Golfo, che stavano ampliando la loro presenza globale e che generavano una domanda di beni in crescita costante per l’industria occidentale, sono fortemente condizionati dall’esito della crisi .
Nonostante queste incertezze, l’industria deve dimostrare capacità di adattamento e di visione, reagendo con pragmatismo, investendo in innovazione tecnologica ed efficienza.
Nel mio editoriale di sole due edizioni fa richiamavo l’importanza, per l’industria e per l’imprenditore, di abbandonarsi all’imprevisto per sviluppare soluzioni creative. Oggi, questo sembra essere l’unico atteggiamento possibile per superare gli ostacoli che ci troviamo di fronte.
È necessario trasformare l’emergenza in un’opportunità per ripensare processi, materiali e modelli produttivi, sfruttando le numerose innovazioni dell’ultimo ventennio. L’ottimizzazione dei consumi energetici sarà una questione di sopravvivenza, non più solo di sostenibilità. Il valore della collaborazione e della condivisione delle competenze lungo tutta la filiera si percepirà dalla capacità di costruire soluzioni efficaci.
Per questo motivo la prossima fiera PaintExpo di Karlsruhe, che si celebrerà dal 14 al 17 aprile prossimi, sarà un’occasione d’oro per riunire tutto il settore, per affrontare insieme questi temi, per portare avanti la ricerca, per confermare o ricalibrare i progetti di investimento.
Le pagine di questo numero imponente di ipcm®, che ha raggiunto la quota di 100 inserzionisti pubblicitari, tanti quasi quanto il numero delle edizioni pubblicate dal 2010 ad oggi, offrono tantissimi insight e approfondimenti di processi, metodologie operative, strumenti di analisi dell’efficienza e tecnologie per migliorarla, forniti sia dalle aziende che espongono alla fiera sia da altri attori del mercato.
Questa edizione di ipcm® può essere utilizzata come un manuale di sopravvivenza, attraverso le esperienze di chi queste tecnologie le ha già implementate.
Nei periodi di crisi, gli utilizzatori finali cercano rassicurazioni, non solo prodotti: vogliono capire affidabilità, continuità operativa, capacità di adattamento dei propri fornitori. Il valore percepito cambia: diventano centrali temi come efficienza energetica, resilienza della catena di fornitura, sostenibilità e ottimizzazione dei costi.
La mossa più sbagliata, di questi tempi, sarebbe interrompere il marketing. Al contrario, questo dovrebbe evolvere verso contenuti tecnici e concreti, comunicazione di solidità e competenza, posizionamento come partner strategico, non semplice fornitore. Storicamente, le aziende che continuano a investire in comunicazione durante le crisi escono rafforzate: consolidano il brand mentre altri scompaiono dal radar.
Guardare avanti con fiducia non significa ignorare le difficoltà, ma riconoscere che esistono già gli strumenti – tecnologici e culturali – per affrontarle.
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