In occasione del PortPIC 2026, Jotun ha illustrato una ricerca che dimostra come il lavaggio proattivo dello scafo e una migliore applicazione di rivestimenti antivegetativi possano ridurre significativamente le emissioni, migliorare l'efficienza delle imbarcazioni e limitare il biofouling marino. Lo studio conferma il ruolo cruciale delle tecnologie di rivestimento avanzate e di una gestione proattiva dello scafo nel favorire operazioni marittime più efficienti e sostenibili.
Durante la 7a edizione della Port Inspection & Cleaning Conference (PortPIC), tenutasi a Mülheim (Germania) nel settembre 2026, Jotun ha presentato due ricerche che evidenziano i benefici ambientali e operativi di un'efficace manutenzione dello scafo. In qualità di co-fondatore e sponsor principale dell'evento, l'azienda ha sottolineato l'importanza di prestazioni misurabili e tecnologie innovative, proprio mentre l'Organizzazione Marittima Internazionale avanza verso l'adozione di una convenzione vincolante sul biofouling.
Il primo studio ha esaminato l'impronta di carbonio lungo l'intero ciclo vita delle Jotun Hull Skating Solutions, un sistema che combina rivestimenti antivegetativi con una pulizia robotizzata proattiva. Una verifica indipendente condotta dal DNV su 33 imbarcazioni ha confermato il mantenimento di scafi costantemente puliti, senza alcuna perdita di velocità rilevabile, per un periodo medio di 3,5 anni.
Per una grande nave portacontainer, la soluzione ha consentito una riduzione delle emissioni di CO2
pari al 17,7%, corrispondente a circa 17.300 tonnellate all'anno. Su un ciclo di vita stimato di 25 anni, il risparmio di emissioni previsto raggiunge le 432.500 tonnellate di CO2, un valore oltre 200 volte superiore all'impronta di carbonio calcolata per la soluzione stessa.
Il secondo studio si è concentrato sul miglioramento delle prestazioni antivegetative nelle prese a mare, strutture critiche per l'aspirazione dell'acqua marina particolarmente vulnerabili al biofouling. I test effettuati su sei navi operative hanno dimostrato che una preparazione controllata delle superfici e un'applicazione precisa dei rivestimenti riducono significativamente il fouling rispetto alle pratiche cantieristiche convenzionali, evidenziando l'importanza della qualità dell'applicazione e di ispezioni regolari.
La conferenza ha inoltre esaminato gli sviluppi nel campo dei robot per la pulizia autonoma, dell'intelligenza artificiale e delle tecnologie di ispezione subacquea, oltre a discutere gli standard internazionali emergenti, come la norma ISO 6319.
“Mentre la convenzione dell'IMO prende forma, armatori e operatori necessitano di soluzioni affidabili, supportate da dati concreti,” ha dichiarato Petter Korslund di Jotun.