Leggi il nuovo numero della rivista dedicata ai trattamenti delle superfici e alle finiture organiche e inorganiche: edizione speciale Automotive & Transportation!
Le auto sono ancora un bene aspirazionale, icone di uno stile di vita desiderato, oppure il loro valore simbolico ed emotivo si sta progressivamente indebolendo?
Se negli anni ’80 bastava una Golf GTI per far sognare i diciottenni di mezza Europa, oggi la maggior parte dei giovani considera l’auto un bene antieconomico, poco sostenibile e scarsamente sicuro: qualcosa da cui sentirsi intimiditi più che attratti, una minaccia per il pianeta e un macigno per il portafoglio. Più un peso che un bene indispensabile.
Ho riflettuto su questo cambio di prospettiva proprio in occasione dell’annuale focus su automotive e trasporti contenuto in questa edizione di ipcm®, dopo aver letto un post su Instagram che plaudiva alla scelta della maggioranza degli appartenenti alla Generazione Z di non prendere la patente a 18 anni, o di non volerla prendere affatto, affidando i propri spostamenti ai mezzi pubblici o a forme di mobilità alternativa.
Al di là di qualsiasi considerazione sociologica o comportamentale al riguardo, che in questo contesto avrebbe poco senso approfondire, mi sono chiesta quali possano essere le ricadute di questo orientamento di un’importante fetta di mercato su un’industria che, per decenni, ha rappresentato la spina dorsale dell’economia di molti Paesi - Germania e Stati Uniti in testa - che ha dato lavoro a moltitudini di persone e che ha sempre dettato le tendenze tecnologiche, orientando e accelerando la ricerca e lo sviluppo grazie agli investimenti smisurati delle case automobilistiche.
Oggi, in Europa, il dibattito sulla crisi dell’industria automobilistica si concentra soprattutto sugli effetti di una transizione verso la mobilità elettrica precoce e insufficientemente pianificata. Ma credo che, accanto alle difficoltà industriali e geopolitiche, stia emergendo anche un cambiamento culturale più profondo: l’automobile non rappresenta più, per una parte delle nuove generazioni, quel simbolo di indipendenza, affermazione personale e desiderio che aveva incarnato per decenni.
Nel frattempo, la Cina sta dominando la transizione verso la mobilità elettrica, rimodellando gusti, esigenze e desideri di un mercato che in passato era il regno degli OEM europei. Uno scenario dal quale sembrano salvarsi soltanto i marchi delle supercar, ancora capaci di conservare una forte dimensione emozionale e identitaria.
Lo spostamento verso altri mezzi di trasporto ha sicuramente trainato l’innovazione tecnologica in questi settori, sia dal punto di vista progettuale sia da quello delle tecniche di fabbricazione e finitura: dalle e-bike ad alte prestazioni con finiture “aerodinamiche”, ai treni ad alta velocità allestiti con sedili ad alta resistenza alla corrosione e ai graffiti, fino agli aerei progettati con materiali e livree a bassissimo peso per aumentare l’efficienza operativa. Eppure, l’industria automobilistica resta il banco di prova delle tecnologie più all’avanguardia, soprattutto nei processi di verniciatura, sigillatura e assemblaggio.
Lo dimostrano i contenuti dei focus di questa edizione di ipcm®, che parlano di nuovi stabilimenti OEM all’avanguardia, di un sistema innovativo di verniciatura on demand progettato per gestire in modo efficiente i colori speciali anche in presenza di volumi estremamente ridotti, dell’ottimizzazione del processo di verniciatura a polvere per cerchi in lega e di innovazioni tecnologiche in grado di guidare gli OEM nel percorso verso maggiori prestazioni in termini di flessibilità, servizio e sostenibilità.
Come sempre, i contenuti di ipcm®
non si esauriscono con quanto proposto dal focus dell’edizione: in questo numero parliamo di innovazioni dirompenti nella polimerizzazione delle vernici in polvere, di metodi all’avanguardia per valorizzare i rifiuti della verniciatura industriale e dell’evoluzione del trattamento biologico delle acque reflue industriali. E poi gli irrinunciabili casi di studio sulle applicazioni industriali delle tecnologie di finitura, dall’ossidazione anodica alla plastificazione a letto fluido, fino ai pretrattamenti nanotecnologici.
Proseguiamo il nostro percorso verso il numero 100!
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